Il filo conduttore di queste immagini è sempre lo stesso che va avanti da secoli, cioè l’inquietudine della condizione umana che molti artisti del passato e contemporanei hanno associato alla “Carne da Macello”. Oggi, al male di vivere del passato, che era rapportato alle guerre mondiali, alle catastrofi, al terrorismo e alle condizioni di vita disumane, si è associata la globalizzazione dei Virus, che oltre alla paura di morire, inculca nelle persone una sorta di paranoia di morte e contagio, che si muta in un egoismo esistenziale…

Cosi per puro caso, ma con lo stesso stato d’animo, voglio che queste mie immagini si ricolleghino a quell’archetipo che ebbe inizio con Joachim Beuckelaer (suino macellato) nel 1563, al quale susseguirono Rembrandt Van Rijn nel 1655, Lorenzo Delliani 1881, Francisco Goya 1812, Chim Soutine 1925, Mario Mafai 1930, Renato Gottuso 1939, Bruno Cassinari 1941, Francis Bacon 1949, Marc Chagall 1947, Giorgio de Chirico 1948, Leonardo Cremonini 1953 fino ad arrivare agli artisti contemporanei come Lannis Kounellis 1989, John Lekay 1987 e Damien Hirst 2004-2005, per sottolineare, in onore agli artisti citati, come, quell’itinerario figurativo, relativo alla condizione umana, non può avere fine, in quanto non esiste una coscienza collettiva che renda consapevole l’uomo, che di questo passo, sta andando verso un “non futuro”…